ATTRAVERSAMENTO IN BICICLETTA DI ROTATORIELe rotatorie rappresentano l'ennesima iattura per il Ciclista. La loro massiccia introduzione mette paura e insicurezza ai Ciclisti che la devono attraversare, siano essi Principianti o Esperti. Mentre agli ormai sempre più rari incroci, semaforizzati e non, il Ciclista che pedalava vicino al marciapiede si sentiva relativamente sicuro di poter attraversare indenne l'incrocio, con la rotatoria egli non ha una zona franca, deve mettersi totalmente in gioco alla pari delle auto moto o camion che la attraversano. Fa sorridere la frenetica e improvvisata costruzione di piste Ciclabili, ben lungi dal risolvere i Problemi del Cicisti, che spessissimo alla loro fine buttano il Ciclista davanti alle forche caudine di una rotatoria. E' come se si facesse nuotare un bimbo nella piscina dei piccoli e poco dopo, senza sapere se ha imparato a nuotare lo si butta nella vasca degli adulti.
Qualcuno potrebbe obbiettare: qual'é il problema? Il momento in cui immettersi nella rotatoria lo decide il Ciclista in analogia alle auto che entrano quando da sinistra non ci sono veicoli a cui dare la precedenza. Esatto, ma i problemi del Ciclista iniziano nel momento in cui egli ha impegnato la rotatotoria e dovrebbe fruire dello stesso diritto di precendenza alla pari di tutti gli altri veicoli a motore sino a quando esce ma purtroppo per Lui le cose vanno diversamente.
La precedenza nelle rotatorie funzionano bene tra le auto ma se la rotatoria viene impegnata da una bici che invece é lenta, debole, talvolta poco visibile se il Ciclita non ha la accortezza di indossare un Abbigliamento appropriato non é scontato che le auto che si immettono nella rotatoria gli diano sempre la precedenza come il codice della strada imporrebbe e poi c'e il problema della auto che stanno dietro il Ciclista che lo sorpassano a destra e a sinistra. Una parte degli Automobilisti, fortunatamente non tutti ma ne basta uno per mandarti all'ospedale, considerano quella 'cosa' che si trova davanti non aventi gli stessi loro diritti perchè la bici va piano ed e piccola cosa mentre Lui, l'automobilista, non ha tempo da perdere e forse perchè taluni si sentono sminuiti se si fermano per far passare una bicicletta.
Premesso che le regole del codice della strada applicate alle rotatorie valgono integralmente anche per il Ciclista di seguito ci sono alcune tattiche per cercare di superare indenne una rotatoria distinguendo i rischi che stanno dietro al Ciclista e quelli che stanno davanti. RISCHI CHE STANNO DIETRO IL CICLISTA Quando la bici entra nella rotatoria, a causa del suo limitato ingombro e velocità, viene superata dalle auto sia alla sua destra che alla sua sinistra e questo ingenera nel Ciclista, anche esperto, ansia e paura. Al fine di tentare di disciplinare tali sorpassi perché non costituiscano un pericolo per il Ciclista occorre che egli con braccio ben disteso indichi ogni spostamento che fa nella rotatoria: se si sposta verso sinistra distende il braccio sinistro, se si sposta verso destra distende il braccio destro. Purtroppo il vezzo sempre piu' diffuso tra gli Automobilisti di non mettere la freccia per indicare le svolte si estende anche alle rotatorie ma il Ciclista non può permettersi tale trasgressione egli deve tassativamente: allungare il braccio per indicare i suoi spostamenti nell'ambito di rotatorie molto ampie e sopratuttutto allungare il braccio per indicare l'uscita dalla stessa.
RISCHI CHE STANNO DAVANTI AL CICLISTA Per avere il rispetto della precendenza nelle rotatorie posso proporre la mia esperienza che consiste nell'assumere, nei confronti dell'Automobilista che sta per immettersi nella rotatoria e che ci dovrebbe dare la precedenza due atteggiamenti netti e opposti da porre in essere nella condizione concreta in cui ci si viene a trovare: Far finta di non vedere l'auto che ci deve dare la precedenza: quando siamo nella rotatoria e l'auto che sopraggiunge alla nostra destra non va molto forte e sembra rallentare, abbassiamo la testa e facciamo finta di non averla vista, con tale attegiamento rappresentiamo la nostra determinazione di andare avanti (osservando però con la 'coda dell'occhio' se l'Automobilista si ferma effettivamente). Di norma, questo atteggiamento rafforza la decisione dell'automobilista a fermarsi. Guardare fisso negli occhi l'automobilista che ci deve dare la precedenza: quando siamo nella rotatoria e l'auto che sopraggiunge alla nostra destra va forte e appare non avere intenzione di fermarsi per dare la precedenza ad una bicicletta dobbiamo essere pronti a tutto quindi, mentre cerchiamo di incrociare gli occhi di chi si trova al posto di guida in modo da acquisire almeno il fatto che l'automobilista ci ha visto in contemporanea procediamo mantendedo le mani sui freni rappresentando la nostra volontà di non rallentare continuando a guardarlo negli occhi: se egli deliberatamente non si ferma non ci resta che frenare, lasciarlo passare e mandarlo a quel paese. PEDALARE DI SERA IN UNA ROTATORIA I rischi aumentano ulteriormente in quanto se c'e scarsa illuminazione anche se distendiamo il braccio per indicare la direzione che vogliano predere potrebbe accadere che, complice l'oscurità, non venga visto sopratututto da parte degli Automobilisti Anziani che pur avendo la patente hanno una minore acutezza visiva rispetto ai giovani. In tali situazioni oltre ad avere un efficiente impianto di illuminazione sulla bici, il giubbetto rifrangente, mettere a livello dei polsi una fascia catarifrangente larga almeno 5 cm che faccia ben vedere il braccio disteso. Meglio far ridere qualche sprovveduto che far piangere i nostri cari se veniamo investiti! Attenzione ai restringimenti di talune strade che si immettono nelle rotatorie. Un'ulteriore fattore di rischio é derminato da una particolare tipologia di rotatorie nelle quali la carreggiata che si immette nella stessa si restringe progressivamente sino a raggiungere una dimesione tale per cui una bici + un auto non possono passare affiancate o se ci passano non c'é un'adeguata distanza di sicurezza: o passa la bici o passa l'auto. Ho avuto modo di chiedere a un progettista le motivazioni di tale ennesimo provvedimento anti bicicletta e mi è stata data una risposta che nulla ha a che fare con la tutela dell'incolumità del Ciclista. Il restringimento della carreggiata avrebbe la finalità di canalizzare le auto costringendole a ridurre la loro velocità prima dell'immissione nella rotatoria. Tutto ok se sulla stessa carreggiata si trovano solo auto ma se in corrispondenza di tale restringimento c'e un'auto e una bici chi passa?
E' ovvio che l'autombilista dovrebbe rallentare e lasciare che la bici si immetta nella rotatoria e poi, quando possibile, sorpassarla. Purtroppo per le stesse motivazioni già espresse nell'aggiornamento 2008 relative alla prepotenza di taluni Automobilisti nei confronti dei Ciclisti l'auto che sta dietro la bici vuole passare nonostante il restringimento della carreggiata con le conseguenze per il Ciclista che si possono immaginare. Cosa fare se la situazione della rotatoria ci fa paura? In talune rotatorie, tipicamente nelle zone di svincoli autostradali o di strade di grande comunicazione, la bicicletta appare come vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro nel senso che é in mezzo ad un mare di auto che la sorpassano da tutte le parti e la cosa ingenera fondati timori che ci venga a sbattere contro qualche auto. Se non vogliamo rischiare la dobbiamo attraversare a 'spicchi' diciamo come farebbe un pedone: ci approssimiamo ad una uscita della rotatoria in bici o con la bici condotta a mano superiamo la prima uscita, ci avviciniamo alla seconda e facciamo lo stesso sino ad arrivare ad imboccare la nostra uscita. E' un provvedimento estremo ma salviamo la pelle. Arrivati a casa studiamo sulla cartina geografica un altro percorso, magari anche un pò più lungo ma che ci consente di evitare questa pericolosa rotonda
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