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PISTE CICLABILI ATTENZIONE!

 

Il Ciclista quando pedala su una pista ciclabile deve saper individuare e prevenire le situazioni di rischio che si possono presentare.

Molti Ciclisti non considerano che anche sulla pista ciclabile si può essere investiti da auto o moto o diventare investitore di Pedoni giacché le piste Ciclabili sono quasi sempre ad uso promisquo: Pedoni e Ciclisti si muovono sullo stesso tracciato e anche se talvolta una linea a terra demarca le due zone di transito non le rispetta nessuno.

E' un discorso intricato con risvolti anche Legali, ma prima di affrontarlo si propone il vademecum per ridurre il rischio incidente sulle piste ciclabili.

 

Prestare la massima attenzione e ANDARE PIANO quando:

- Si pedala su una pista ciclabile o marciapiede a ridosso di un fabbricato con o senza passo carraio.

- Si pedala su una pista che interseca un sentiero campestre.

- Si pedala su una pista che interseca una normale strada per automobili.

Perché il Ciclista deve prestare attenzione e andare piano nelle situazioni sopraindicate?

Perché a causa di una carente, spesso contradditoria segnaletica inerente i tracciati delle piste Ciclabili Italiane, unitamente alla loro collocazione spesso in contesti inadatti, si può facilmente essere investiti da auto e moto che intersecano la pista ciclabile oppure diventare investitori dei pedoni che escono dai fabbricati.

Riassunto

I contenuti che seguono hanno lo scopo di dimostrare che, a giudizio dell'Autore di questa pagina, le piste ciclabili come vengono fatte in Italia introducono elementi di confusione che non aumentano la sicurezza dei Ciclisti, peggiorano quella dei Pedoni e indirettamente danneggiano in alcuni casi anche Automobilisti e Motociclisti.

Con l'obbligo per tutti i Ciclisti, senza distinzione, di pedalare sulle pista Ciclabili si crea un ulteriore problema ai Ciclisti Esperti che a norma di legge dovrebbero pedalare anche loro sulle piste rinunciando di fatto a pedalare alla velocità di cui sono capaci per evitare di investire pedoni con eventuali cani che si trovano a percorrere lo stesso tracciato oppure per non essere investiti dalle auto che escono dai passi carrai.

Stante la tipologia di visite a questo sito si può affermare che é crescente la diffusione di microincidenti che coinvologono Pedoni- Ciclisti- Automobilisti sulle piste ciclabili e marciapiedi ciclabili e se la questione non assurge all'attenzione della cronaca é per il fatto che per fortuna questi incidenti raramente hanno gravi conseguenze.

La proposta che verrà di seguito illustrata é quella di far circolare le bici solo sulla strada veicolare e su di essa, ove lo spazio lo consenta, demarcare una zona per le bici. In tal modo molti dei problemi che verranno descritti potrebbero essere risolti.

 

Analisi delle due più frequenti situazioni di rischio per il Ciclista che pedala su un pista ciclabile

1) LA PISTA CICLABILE COSTEGGIA UN FABBRICATO / CONDOMINIO / PASSO CARRAIO

Nonostante la ristrettezza degli spazi a disposizione in molte Città, pur di dare una illusoria sicurezza alle persone che con sempre maggior frequenza vorrebbero usare la bici nelle aree urbane o per dare un contentino alle lobby dei Ciclisti vengono realizzate piste in situazione che creano più problemi di quelli che vorrebbero risolvere: mi riferisco alle piste ciclabili a ridosso dei Fabbricati / Condomini.

Tali 'piste', che di fatto sono dei marciapiedi denominati pista ciclabile, presentano numerose insidie rappresentate dai pedoni che escono dai portoni e dai veicoli che fuoriescono dai passi carrai che si affacciano sulla pista ciclabile o marciapede ciclabile.

Se un Pedone esce da un condominio e si imbatte in una bici che lo sfiora, al massimo si arrabbia ma non si crea un incidente se il Ciclista va piano.

Dai passi carrai dei condomini possono anche sbucare all'improvviso auto, moto e camion e in questo caso la cosa può diventare pericolosa.

E' quindi indispensabile che il Ciclista proceda a velocità moderata in tali situazioni e mantenga costantemente sott'occhio cosa succede sulla facciata del fabbricato, mantenendo sempre le mani sui freni in modo da arrestarsi appena qualche cosa gli taglia la strada.

Con l'aiuto della foto qui sotto possiamo ben vedere che se il Ciclista applica la strategia sopraindicata appena dovesse sbucare il muso di un auto dal passo carraio egli é pronto a franare e ad arrestarsi immediatamente in quanto la bassa velocità gli consente un arresto immediato.

Pista Ciclabile a ridosso di fabbricati

Se invece andasse forte potrebbe non essere in grado di evitare l'impatto con l'auto. Va anche detto che l'Automobilista più prudente riesce a vedere l'eventuale presenza di Ciclisti o Pedoni sulla pista solo dopo che il muso dell'auto ha iniziato ad intersecare la pista e quindi potrebbe vedere in ritardo il sopraggiungere del Ciclista.

La soluzione al problema potrebbe essere la presenza di una persona a terra che indica all'Automobilista il momento di uscire ma nessuno oggi ha voglia e possibilità di fare una cosa del genere meglio sarebbe obbligare tutti i passi carrai che si immettono in una ciclabile di munirsi di 2 specchi per vedere cosa succede sulla pista.

2) LA PISTA CICLABILE INTERSECA UNA STRADA VEICOLARE (INCROCIO)

Con l'ausilio della foto qui sotto esaminiamo le dinamiche all'incrocio partendo dalla situzione più tranquilla sino alla collisione certa tra bici e e auto.

Pista ciclabile incrocia strada veicolare

- Auto C si avvicina allo stop in concomitanza con l'arrivo della bici B e ambedue i mezzi vanno piano.

L'auto vede un cartello di stop e inizia a rallentare, si avvicina alla linea di stop situata a terra.

Se rimane ferma li non puo vedere se arrivano auto per immttersi nella via principale quindi lentamente si avvicina con il muso all'incrocio intersecando il tracciato della pista ciclabile.

L'automobilista sicuramente vede il ciclista B che sta avanzando nel senso in cui vengono le macchine cioè alla sua sinistra quindi vede la bici la quale passa tranquillamente.

- Auto C si avvicina allo stop in concomitanza con l'arrivo della bici A e ambedue i mezzi vanno piano.

Qui le cose iniziano a complicarsi perché la bici arriva nel senso contrario alle macchine che arrivano da sinistra dell'auto pertanto, molti Automobilisti che devono allo stop girare a destra pur intersecando lentamente la pista guardano solo il traffico veicolare che viene da sinistra per cui se nel frattempo arriva all'incrocio la bici A essi non la vendono e il Ciclista A non ottiene la precedenza ma non succede ancora nulla in quanto il Ciclista va piano e si può fermare per lasciare passare l'auto.

In tale situazione la bici per avere la precedenza può ricorrere al seguente 'trucco'praticamente infallibile:

Quando il Ciclista A vede un 'auto che dallo stop avanza verso l'incrocio ma l'autista ha la testa girata verso sinistra fare una scampanellata o un fischio in modo da costringere l'autista a girare il capo verso destra a questo punto L'Automobilista é non può non vedere la bici A che si avvicina all'incorcio rimane quindi fermo allo stop e il Ciclista gli passa dinnanzi con la certezza di non essere investito.

Mai passare davanti all'auto ferma allo stop di un incrocio con la pista ciclabile se l'Automobilista e il Ciclista non si sono guardati in faccia.

- Auto C si avvina allo stop in concomitanza con l'arrivo della bici A or B: la bici va piano e l'auto arriva forte.

Il Ciclista dovrà rinunciare ad avere la precedenza per lasciare passare l'auto ma non fa l'incidente perche ha il tempo e spazio per frenare e lasciare passare l'auto

- Auto C si arriva allo stop in concomitanza con l'arrivo della bici A or B: la bici e l'auto vanno forte.

La situazione é da probabile collisione perché Automobilista e Ciclista potrebbero non avere il tempo e lo spazio per frenare.

Mentre nelle precedenti situazioni il Ciclista se fosse investito dall'auto ha ragione in questa situzione, causa la sua elevata velocità, potrebbe avere un 'concorso di colpa' anche se questa é una zona totalmente anbigua in quanto sulle piste Ciclabili non é quasi mai indicata la velocità massime delle Bici.

 

Di seguito vengono illustrate delle situazioni prese a caso tra le tante che mostrano visivamente i problemi che le piste creano ai Ciclisti e agli altri protagonisti della circolazione stradale.

1) Qui sotto c'e il tratto terminale una strada extraurbana che si immette in un'altra strada che si vede sullo sfondo.

Un centinaio di metri prima dell'incrocio compare dal nulla un tratto di 100 metri segnalato come 'pista ciclabile'. A termine di legge il Ciclista(i) che magari sta pedalando forte dovrebbe rallentare bruscamente ed immetterisi in quel moncone di pista che in pochi metri lo costringe a passare davanti ad un passo carraio con il rischio di essere investiti da un'auto che dovesse uscire e dopo pochi metri passa davanti all'uscita del condominio con il rischio di investirre il Pedone che mette anche un solo piede sulla pista.

Nessuno Ciclista e esperto e non esperto entra in tale moncone di pista ma il problema rimane: se il Ciclista fosse investito da un'auto nel tratto di strada antistante il tratto di pista di chi sarebbe la colpa?

 

 

Pista Ciclabile a ridosso di Condominio

 

2) Per fare la pista hanno stretto la strada e adesso il Ciclista esperto pedala male sia sulla strada che sulla pista

Pista Ciclopedonale realizzata restringendo drasticamente la strada veicolare

La foto qui sopra mostra una strada intercomunale affiancata da una pista ciclabile molto larga.

Vediamo la situazione prima che costruissero la pista e dopo aver costruito la pista per capire perché é stato danneggiato il Ciclista Esperto ma anche gli Automobilisiti e Motociclisti

Quando non c'era la pista ciclabile

La strada veicolare aveva una larghezza poco inferiore alla somma dell'attuale carreggiata + la larghezza della pista.

Bici e auto passavano affiancate in tutta sicurezza, l'auto che proveniva da dietro al Ciclista lo poteva sorpassare deflettendo leggermente il volante anche se dalla direzione opposta arrivava un'altra uato: una situazione tranquilla e sicura per il Ciclista e l'Automobilista.

Anche il Motociclista andava bene perché poteva superare una eventuale auto senza neppure entrare nella Corsia di sorpasso.

 

Dopo la costruzione della Pista Ciclabile

Lo spazio della pista é stato trovato restringendo in modo drastico la larghezza della carreggiata esistente dove ora passano giusto 2 auto in senso opposto.

Questo restringimento fa si che se un'auto si trova davanti un Ciclista non può sorpassarlo se dalla direzione opposta arrivano auto perché manca lo spazio e deve aspettare a fare il sorpasso quando dalla direzione opposta non arrivano auto. Cio fa arrabbiare alcuni 'Automobilisti perché vorrebbero vedere i Ciclisti sulla megapista Ciclabile.

Se il Ciclista va sulla pista, alla sera quando torna magari dal lavoro o la Domenica Mattina, la trova piena di gente che fa footing a gruppi orrizzontali, bambini, gente con il cane che impedisce il passaggio veloce della bici per cui per non rischiare investimenti deve per forza andare piano.

Anche le moto sono state danneggiate dal sopraccitato restringimento di carreggiata in quanto adesso se devono sorpassare un'auto devono attendere che dalla parte opposta non arrivi nessuno in quanto la strada stretta li costringe ad occupare l'altra corsia per fare il sorpasso.

 

Chi ha quadagnato da questa pista? I Pedoni che prima non avevano neppure un marcipiede ma Ciclisti, Automobilisti e Motociclisti sono stati danneggiati.

 

3) Statale Aurelia o Pista Ciclabile? Pista Ciclopedonale Imperia

Tra Imperia e Sanremo c'e una pista costruita sulla ferrovia dismessa che costeggia la statale Aurelia anche se dalla strada talvolta non si vede.

Se il Ciclista pedala sulla statale potrebbe vedersi multato perché non pedala sulla pista. Se percorre la pista c'e il divieto di superare 20 km/ora messo a seguito dei numerosi investimenti di Pedoni da Parte dei Ciclisti.

Nulla da eccepire sul divieto in quanto la pista é molto percorsa da pedoni bambini e cani ma il Ciclista che vuole pedalare forte dove dovrebbe andare?

4) Restringimento di carregiata drastico: ma c'e la micropista che salva il Ciclista

Questa sotto é la strada prima del restringimento: ci passano indisturbati 4 tir affiancati + la bici tanto é larga. Il Ciclista, secondo il codice, in prossimità del restringimento dovrebbe abbandonare la strada principale che consente elevate andature e percorrere circa 50 metri nella micropista raffazzonata e sporca che si vede sotto.

Strada prima del restringimento

Strada molto larga che si restringe drasticamente e mette in difficoltà il Ciclista

 

Strada dopo il Restringimento

Restringimento carreggiata

CONCLUSIONI E PROPOSTE

In questa pagina si é cercato di dimostrare che lo sviluppo di piste ciclabili come viene avanti in Italia non va bene perché non aumenta la sicurezza dei Ciclisti, spesso danneggia i Pedoni quando le piste sono sui marciapiedi e quando la strada viene drasticamente ristretta per far posto alla pista limita la fruibilità della strada anche alle auto e moto.

L'attuale confusione, a giudizio di chi scrive, dipende da un errore di fondo che consisite nel sottrarre la bici dalla strada veicolare e farla circolare con i Pedoni dimenticando che le piste ciclabili ad un certo punto finiscono e il Ciclista viene comunque ributtato a pedalare assieme alle auto e se non se la sente di farlo gli conviene lasciare la bici in Cantina perché non é immaginabile un percorso Ciclabile totalmente protetto.

Se e vero quanto detto sopra se ne dovrebbe realisticamete predere atto e cessare fare piste ad uso promisquo di Ciclisti e Pedoni ritornando a far marciare le bici sulla strada veicolare riservando ad essa sul tracciato della strada la sua zona ove la larghezza della carreggita lo consenta e dove non lo consente non si fa nulla.

In tal modo verrebbe fatta chiarezza nell'attuale conflitto tra Ciclisti Pedoni e Automobilisti e quasi tutti i problemi sopradescritti verrebbero risolti.

Basta investimenti di Pedoni sui marciapiedi, basta Ciclisti investiti da auto che escono dai passi carrai, basta ambiguità di precedenza Stada/pista Ciclabile

Si tratta di prendere atto che Ciclisti e Pedoni obbligati per Legge a convivere mal si sopportano.

Il Pedone che viene colto di sorpresa alle spalle da una bici spesso si spaventa e magari viene anche investito se fa uno spostamento orrizontale imprevedibile al Ciclista.

 

I Pedoni mettono in difficoltà i Ciclisti come ad esempio quando sono a spasso sulla pista con il Cane, magari un grosso molosso che potrebbe azzannare il Ciclista perché eccitato dal movimento della gamba oppure il cane é al guizaglio lungo 3 metri e il Ciclista deve stare attendo a non cadere impigliato nel guizaglio.

Facendo marciare le bici assieme agli altri mezzi di trasporto I Pedoni ritornerebbbero ad essere i padroni dei marcipedi mentre la bici ritornerebbe a muoversi nel loro alveo naturale che é la strada assieme agli altri mezzi di trasporto su un tracciato dedicato ove ne sussista la fattibiltà.

Qualcuno potrà obbiettare che in altre parti di Europa le cose non sono come descritto. In paesi come Francia, Germania Austria ove c'è un senso civico molto sviluppato le cose vanno decisamente meglio ma qui si sta parlando dell'Italia ove il senso civico é tendente a zero e sulla strada vige la legge del più forte.

La scelta di far Cicolare le bici sui marcipiedi é dell'Europa perché nel mondo Anglossasone, tipicamente pragmatico e realista la bici circola in strada, seppure su striscia protetta, come mostrano le foto sotto ed questa la scelta che andrebbe fatta anche per l'Italia.

 

Qui sotto ci sono alcune immagini di come vengono fatte marciare le bici a Londra, in tre Citta degli Stati Uniti che convalidano le asserzioni sopracitate dove si vede che le bici sono sulla strada e non sui marciapiedi.

 

L'ultima foto rappresenta una strada Italiana con zona dedicata alle bici, saggiamente non é stata segregata dai pericolosi cordoli in cemento ma essa rimane sempre un paliativo per il fatto che le bici devono transitare vicino a passi carrai e condomini esponendo il Ciclista anche qui ai rischi sopradescritti.

Una pista Ciclabile a Londra

A Londra dove il 40% va a lavorare in bici ecco come fanno le piste Ciclabili: una linea sulla strada e la pista é fatta. Pedoni sui marciapiedi e bici assieme alle auto ciacuno sulla sua corsia.

In Italia, invece, molte piste vengono segregate da cordoli in Cemento che creano inutili rischi per chiunque dovesse sbatterci sopra la testa.

Corsia Ciclabile Usa

Le tre foto a lato rappresentano piste Cicliabili degli USA.

In quel paese hanno spazi che noi ci sognamo e quindi risulta facile rivare una zona per le bici.

Quello che si vuole fare notare é che le bici sono assieme alle macchine non ai Pedoni.

Va precisato che la progettazione delle piste per Ciclisti su strada assieme alle auto é molto diffusa nel Mondo Anglosassone ma in Europa vengono spesso adottate soluzioni simili a quelle che si vedono in Italia con Pedoni e Ciclisti fatti marciare assime, una coabitazione che da noi non funziona.

 

 

Corsia Ciclabile Usa
Corsia Ciclabile Usa
Pista Ciclopedonale Italiana

Questa a fianco é una versione casereccia delle piste Ciclabili USA viste sopra ma che riproduce quasi tutti i problemi descritti in questa pagina.

Ecco i soliti problemi:

1) Segnaletica che abilita Pedoni e Ciclisti a percorrerala, ergo conflittualità garantita tra Ciclisti e Pedoni come detto sopra.

2) Passaggio a raso di molti passi carrai e abitazioni dai quali incombe sul Ciclista la collisione con le auto che escono dai caseggiati e il rischio di investimento del Pedone che da essi esce.

 

 

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